ALLORA TUTTO E’ POSSIBILE

ALLORA TUTTO E’ POSSIBILE

Considerazioni di una quarantena non annunciata.

 

Strade vuote, bar ristoranti uffici chiusi. Sembra un film, invece è realtà.

Stiamo vivendo una situazione che nessuno era preparato ad affrontare, eppure qualcosa di sorprendente in tutto questo c’è, se ci pensi bene, in questi giorni ti accorgi che

è possibile rispettare una fila per ore

è possibile non discutere

è possibile accettare le regole

è possibile lodare i lavoratori, quelli silenziosi di cui, di solito, neanche ti accorgi

è possibile preoccuparsi per gli altri

è possibile trovare il tempo per telefonare ai genitori, agli amici

è possibile aiutare i vicini di casa

è possibile ridurre l’inquinamento

è possibile non criticare

è possibile scoprirsi musicisti, cantanti, cuochi

è possibile non acquistare il superfluo

è possibile ricalibrare le nostre priorità

è possibile sentirsi una sola unica nazione.

 

E’ possibile ed è nostro dovere fare in modo che tutto questo non venga dimenticato, è nostro compito far si che, domani, il ricordo di oggi sia la base per cambiare il mondo in cui viviamo.

NON SOLO AMMINISTRATORI

Voglio raccontarti una storia:

un anno fa dieci amministratori di condominio hanno deciso di realizzare un calendario per una raccolta fondi, volevano dimostrare che anche gli amministratori di condominio hanno un cuore.

Da bravi amministratori hanno capito che serviva un conto corrente dedicato e si sono chiesti a chi intestarlo, così hanno dato vita all’associazione benefica NON SOLO AMMINISTRATORI.

In poco più di due mesi hanno realizzato un calendario a Genova per Genova, sono stati in quella città colpita nel profondo dal crollo del ponte Morandi, hanno coinvolto colleghi da tutta Italia per contribuire al loro progetto ed hanno raccolto oltre 10.000,00 euro.

Il 17 dicembre del 2018 sono tornati a Genova, ad incontrare le famiglie degli “sfollati di Via Porro e Via Campasso” ed hanno trovato persone disposte ad aprire il proprio cuore, a raccontare le proprie vite, le proprie storie. E lì hanno capito quanto fare del bene faccia bene, quanto un vero atto di bontà ne ispiri sempre un altro.

Quest’anno hanno deciso di sposare la causa dell’inquinamento dei mari, forse non sai che i pescatori non possono riportare a riva i rifiuti che raccolgono in mare perché vanno smaltiti come rifiuti speciali ed i porti non sono attrezzati per questo.

A Pollica, in provincia di Salerno, esiste un gruppo di pescatori che diversi anni fa ha iniziato ugualmente a ripulire il mare dalla plastica, ed è a loro, tramite la Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore, che verranno devoluti tutti i proventi della nuova iniziativa.

Ti chiederai perché ti abbia voluto raccontare questa storia, ebbene, so quanto l’idea della figura dell’amministratore di condominio sia distorta, e mi piacerebbe che, dopo aver letto queste parole, tu possa iniziare a pensare che ci sia del buono in ognuno di noi, anche nel tuo amministratore di condominio.

LA TEORIA DELLE FINESTRE ROTTE

Nel 1969 in America fecero un esperimento, presero due auto perfettamente uguali e le abbandonarono, una nel Bronx e l’altra a Palo Alto (per intenderci il primo è uno dei quartieri più difficili di New York, l’altra è una delle cittadine più tranquille e ricche della California); dopo poche ore la macchina del Bronx iniziò ad essere smantellata, pezzo per pezzo, mentre quella a Palo Alto rimase intatta, per giorni. Dopo una settimana, quando della macchina del Bronx non rimase più nulla, i ricercatori ruppero un vetro della macchina di Palo Alto ed anche qui, sebbene fosse una zona tranquilla e pressocché priva di criminalità, la macchina fece la stessa fine della sua gemella del Bronx.

La teoria delle finestre rotte è stata applicata alle norme di pubblica sicurezza, in pratica la polizia americana ritiene che, combattendo i crimini minori, si possa contribuire a creare un clima di ordine e legalità nella società.

Ora mi chiederai cosa c’entra tutto ciò con il condominio? Ecco io ritengo che la stessa teoria possa essere applicata alla vita di condominio o, ancora meglio, alla vita in generale, in che modo? E’ molto semplice, tante volte mi trovo a dover affrontare argomenti scomodi, scarpe abbandonate sul ballatoio, macchine posteggiate dove non dovrebbero essere posteggiate, o peggio, spese condominiali non pagate, e sai qual è la risposta che più mi sento dare? “Lo ha fatto anche il mio vicino”.

Perché se una persona sbaglia allora anche gli altri si sentono autorizzati a sbagliare? In ogni condominio ci sono delle regole e vanno rispettate, sempre e soltanto per il bene comune di cui ti ho già parlato, anche se ti può sembrare una piccola cosa, una regola che pensi sia superflua, rispettala, falla tua, dai il buon esempio. Anche perché, forse non lo sai, ma noi amministratori possiamo e dobbiamo sanzionare chi non rispetta il regolamento condominiale, è un po’ come con i limiti di velocità, se non li rispetti ti arriva la multa e, a volte, ti ritirano pure la macchina e la patente.

IL LAVORO PIU’ BELLO DEL MONDO

Tutte le volte che mi domandano che lavoro faccia, ho sempre un po’ di timore a rispondere l’”amministratore di condominio”, si perché tutte le volte la reazione è sempre la stessa: occhi stralunati, tutti a domandarmi come faccia, e tutti a sottolineare come, loro, questo lavoro non lo farebbero mai! Sono convinta che la maggior parte delle persone non abbia la minima idea di quanto sia bello questo lavoro.

Certo la nostra generazione è cresciuta con Fantozzi che indossava l’elmetto per affrontare le assemblee di condominio, perciò non te ne faccio una colpa se, anche tu, stai strabuzzando gli occhi.

Eppure io questo lavoro lo amo, amo tutte le sfaccettature che può avere, e ne ha un’infinità, te lo posso assicurare.

Ho sempre vissuto in una casa singola (forse anche per questo mi ero fissata con la villetta vista lago), la mia vita in condominio era legata alle vacanze estive, quando andavo dalla nonna al mare, dove erano più i divieti che le libertà: non sbattere la tovaglia dal balcone, non correre in casa, non gridare, non alzare troppo il volume della tv, non sprecare l’acqua, non usare l’ascensore da sola… insomma, noi bambini dovevamo praticamente stare fermi ed immobili sul divano, aspettando la fine dell’orario del silenzio per poter scendere in cortile a giocare con gli altri bambini del quartiere. In fondo so di essere stata fortunata, la nonna mi ha insegnato a rispettare quelle regole che, ancora oggi, mi piace raccontare durante le assemblee.

Ma torniamo alla nostra storia, ti dicevo che ho sempre vissuto in una villetta singola, perciò non avevo la minima idea che esistesse la figura dell’amministratore di condominio e, quando mi hanno proposto un impiego in uno studio di amministrazione, ho accettato, forse più per la curiosità che altro. Ti dico solo che mio fratello, dopo qualche mese, tutto serafico mi ha chiesto se facessi la portinaia. Ecco, questa è più o meno l’idea che avevamo in famiglia!

Con il passare dei mesi, degli anni, ho adorato questo lavoro, amo il contatto con le persone, amo risolvere i mille problemi che ogni giorno ci sono, che sia il cane del vicino che abbaia tutto il giorno o la perdita che sta allagando l’appartamento della signora Pina. Certo ci sono giorni in cui sono al limite della pazzia, ma sono veramente pochi rispetto a quelli in cui sono felice di quello che faccio.

Ma tutto quello che ruota dietro alla figura dell’amministratore, te la racconto la prossima volta, ora devo andare a sgridare i ragazzini che giocano sotto al mio balcone…scherzo.

IL PATIBOLO – Ovvero le assemblee di condominio!

Una cosa che non ho mai capito, e giuro che mi sforzo di farlo, è questa: perché le assemblee di condominio devono sempre essere viste come una tortura?
Alcuni non partecipano mai perché pensano che l’assemblea non servirà a nulla, altri perché non vogliono incontrare il vicino che proprio non sopportano, altri ancora perché non scambierebbero mai una serata in famiglia con una noiosissima assemblea.
Poi ci sono altri che partecipano sempre, cascasse il mondo, loro ci saranno: in prima fila troverai il revisore dei conti, lui controlla proprio tutto ed ha preparato la scaletta delle domande da fare all’amministratore; in fondo alla sala troverai invece il litigioso, sarà in piedi, spalle al muro, pronto a schivare le frecciate del vicino, col quale ha deciso che è arrivato finalmente il momento della “resa dei conti”.
E poi c’è lui, il mio preferito. Il vicino che tutti vorrebbero avere e che dovrebbero essere. Cerca bene, perché potrai trovarlo in un qualsiasi punto della sala. Entrerà, nella maggior parte dei casi, in leggero ritardo, non avrà letto neanche l’ordine del giorno, ma sarà lì solo per il piacere di incontrarti.
Abbiamo stabilito che tu, si proprio tu, sarai il vicino ideale, il condomino modello e allora come fare? Come comportarti? Facilissimo, andrai alle assemblee di condominio, perché ti piacerà farlo ed ora ti spiego anche perché:
ricordi che ti ho detto che tutto quello che c’è fuori dalla porta di casa tua è, in parte, anche tuo? Bene, le assemblee di condominio servono proprio per decidere se cambiare qualcosa di quel “tutto”.
Se non ci andrai, può essere che gli altri decidano che il nuovo colore della facciata dovrà essere il lilla e ti toccherà rassegnarti a vivere nella casa della Milka. Insomma, pensaci, magari potresti proporre un colore diverso, ecco io preferirei vivere nella casa della Loacker.
Non dimenticare però che il condominio è una piccola democrazia dove non vince il più forte, ma vince solo chi fa squadra, anzi, ti dirò di più, non vince nessuno, perché l’obbiettivo finale è sempre e solo ciò che è meglio per tutti.
Devo anche dirti che un lato negativo in tutto questo c’è, non sempre ti piaceranno gli argomenti da trattare e magari non ti piaceranno nemmeno le decisioni che la comunità vorrà prendere, però fa parte del gioco, dovrai rischiare ed a volte cedere su alcune cose…hai presente un qualsiasi rapporto umano fatto di compromessi? Ecco, le assemblee di condominio sono fatte anche e soprattutto di compromessi.

LE SETTE REGOLE

Ora che abbiamo, giustamente, deciso di andare a vivere in condominio ci sono alcune regole da seguire!

Rispettarci l’un l’altro è il primo passo per sentirci a casa già solo dopo essere entrati dal portone.

Quindi eccole qui, le sette regole del vicino ideale:

  1. Presentarsi; sii gentile, attraversa il ballatoio e presentati ai tuoi nuovi vicini di casa, scambiaci quattro chiacchiere, avranno sicuramente qualcosa di bello da darti. Dal giorno dopo, quando vi incontrerete affannati per le scale mentre starete correndo al lavoro, di certo non mancherà un bel sorriso!
  2. Rispettare l’ora del silenzio; come quando da piccoli si andava in campeggio, rispetta l’ora del riposo. Ci sono alcuni orari in cui i rumori possono trasformare una bella giornata in una pessima; e allora evita di creare disturbo prima delle 8, tra le 14 e le 16 e dopo le 22.
  3. Avere cura degli spazi comuni; il ballatoio non fa parte del tuo appartamento, non invaderlo con scarpe, piante, porta ombrelli, appendiabiti. Il citofono non è un quadro di arte astratta, metti il tuo nome uguale a quello degli altri; lo stesso vale per le cassette postali. Il cortile, il corsello dei box, il giardino, non sono luoghi dove vige l’anarchia, non posteggiare l’auto fuori dagli spazi, non gettare nulla dai balconi (soprattutto i mozziconi di sigaretta) e nel giardino non lasciare girare indisturbati i cani.
  4. Rispettare le regole per bucato, piante e rifiuti; non stendere i panni oltre il balcone, né sul ballatoio! Se hai il pollice verde ricordati che i vasi devono restare all’interno dei balconi, potrebbero cadere! Inoltre mentre li annaffi potresti bagnare la vicina che è affacciata al piano di sotto a rilassarsi dopo una lunga giornata di lavoro. I rifiuti vanno suddivisi correttamente e lasciati solo negli spazi riservati.
  5. Chiedere il permesso; se vuoi organizzare feste nel tuo appartamento o se vuoi fare una grigliata con gli amici, non ti dirò mai di non farle, ma avvisa gli altri, oppure invitali a partecipare alla festa. Insomma, come per il primo punto, sii gentile.
  6. Avvisare se ci sono in programma dei lavori; se devi ristrutturare l’appartamento, avvisa gli altri, se non vuoi citofonare a tutta la scala, metti un avviso sul portone o nell’ascensore, indicando i tuoi recapiti per qualsiasi emergenza e, soprattutto, ricordati di pulire una volta terminato.
  7. Avere cura del condominio; hai presente l’ascensore? Il giardino, il ballatoio, il corsello box, il portone, il citofono, i lampioni, il cancello… insomma tutto quello che si trova oltre la porta di casa? In minima parte è anche tuo, lo hai comprato insieme all’appartamento! Perciò evita di danneggiarlo, sporcarlo o usarlo con noncuranza.

E ricordiamoci sempre un’ultima regola fondamentale: “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”.

IL BELLO DI VIVERE IN CONDOMINIO

Prima o poi arriva per tutti il momento di comprare casa, si perché noi italiani siamo esperti in questo; in fondo, se non hai una casa tutta tua, non ti senti “realizzato”, vero?!

E allora ti poni la domanda delle domande: villetta o appartamento? La maggior parte risponderà villetta, senza neanche pensarci, ne sono certa. Io per prima mi ero completamente impuntata con una villetta, bellissima, vista lago…lontana anni luce dalla società civile. Ed ora? Ora vivo in un appartamento, in centro paese, con tutte le comodità del caso.

Si perché vivere in condominio è bello! Ed il trucco per comprenderlo è soltanto uno: capire che il condominio può essere una grande famiglia!

Tra vicini di casa possono nascere belle amicizie, si possono creare legami anche duraturi nel tempo, senza dimenticare che abbiamo tutti a cuore lo stesso traguardo, il bene della nostra piccola comunità.

Nessuno è fatto per stare da solo ed insieme siamo più forti.

Pensiamo alle spese che devono essere affrontate; se devo rifare il tetto di una villetta devo sobbarcarmi l’intera spesa, dividerla con i miei vicini è molto più conveniente. In condominio, se hai necessità, puoi trovare sempre qualcuno, oggigiorno stiamo diventando sempre più solitari, stiamo diventando una società di single e allora perché andare ad isolarci ancora di più?

Se ci serve lo zucchero possiamo citofonare alla vicina; se andiamo in vacanza possiamo chiederle di bagnarci le piante e sfamare il gatto che sicuramente avremo, essendo single; se rimaniamo chiusi in ascensore (certo nella villetta l’ascensore non ci sarebbe, ma poco importa) e il cellulare non prende, ci attacchiamo alla campanella e sarà sempre la nostra vicina ad aiutarci.

Perciò si, vai a vivere in condominio e sii felice di farlo.